Keywords density e Keywords frequency
La linea che separa un sito “pulito” da uno che fa uso eccessivo di parole chiavi non è che sia così semplice da individuare.
I pionieri del posizionamento usavano riempire i contenuti con lunghi elenchi di parole chiave e alcuni anni fa la cosa poteva funzionare prima che arrivasse google a mettere ordine nel web effettuando analisi dettagliate del testo al fine di individuare eventuali abusi che fino ad allora avevano portato fortuna.
Oggi, fortunatamente, simili trucchetti non hanno alcuna efficacia, anzi, portano all’esclusione del sito dal database del motore di ricerca, così come è assolutamente deleterio inserire nelle pagine testo illeggibile (perché troppo piccolo o uguale al colore dello sfondo), nascosto, o in layer non visibili…
Ma qual’è allora il limite che non si deve superare? Quante keywords posso inserire?
Un modo empirico è calcolare la keywords density ossia la percentuale di keywords nel testo e la keywords frequency ossia il numero di ripetizioni di una chiave e verificare che non superino certi limiti (c’è chi dice di non superare una density dell’8%).
Facciamo un esempio con la chiave gatto.
Il gatto di Paolo è il gatto più bello che ci sia.
n. parole: 12
n. Key: 2
density: 100/12*2 = 16,66% frequency = 2
Il mio consiglio è di evitare di ricorrere a simili calcoli che, oltre ad essere inutili dato che nessun motore di ricerca dice quali siano i valori a cui dovremmo attenerci, è impossibile da applicare a siti con un gran numero di pagine.
La tecnica realmente efficace (per esperienza personale) è: non usare nessuna tecnica!
Scrivete il testo nel modo più naturale possibile, senza esagerare: attirerete i visitatori a seguitare nella lettura e non incorrerete in inutili perdite di tempo per calcolare densità che oltretutto è possibile solo supporre.
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